Crassula: coltivazione, esposizione e cura

crassula ovata

In generale

Crassula è genere tipico della famiglia delle Crassulaceae che ne enumera numerosi altri coltivati per l’ornamento dei giardini ed anche degli appartamenti ( Aichryson, Bryophyllum, Cotyledon, Echeveria, Kalanchoè, Sedurti, Sempervivum ecc.).

Origini

Le Crassule sono di antica coltivazione, essendo state introdotte in Europa dalla regione del Capo, al principio del secolo xviii. Ad un primo tempo ricco di entusiasmo subentrò poi un minore interesse per queste piante che per la loro modestia e facilità di coltivazione meritano certamente una maggior attenzione.

Sono piante provenienti per lo più dall’Africa meridionale, qualcuna dall’Abissinia e dall’Asia, ad abito assai variabile da specie a specie, per lo più perenni, qualche volta annuali.

Morfologia della crassula e delle crassulace

Portamento generalmente eretto, foglie semplici, opposte, sessili od addirittura connate, ovali o triangolari, carnose, glabre o pubescenti o squamose. Infiorescenze cimose o capitate, con fiori piccoli bianchi rosati o giallini, pentameri.

Coltivazione

L’interesse delle Crassula è esclusivamente ornamentale. Confuse nella pratica comune con il genere Rochea, per molti aspetti simile, la loro coltivazione non offre difficoltà. Sopportano la piena aria in tutte le regioni calde mentre al nord debbono essere ritirate in serra fredda o temperata durante l’inverno, oppure anche in cassoni.

alberello

Si moltiplicano generalmente per talea, all’aria libera ed al sole, nei mesi primaverili-estivi, sotto vetro negli altri mesi, interrandole in un substrato formato da terra d’erica e sabbia pulita in parti uguali e distribuendo loro pochissima acqua per tutto il periodo di radicamento.

L’invasatura si fa tenendo accuratamente presente un buon drenaggio e l’impiego di un composto molto leggero e privo di concimi organici animali di pronta assimilazione, quale risulta da 4 parti di terra di giardino, 3 parti di sabbia di fiume, 1 parte di torba, 1 parte di terra d’erica stagionata, 1 parte di polvere di mattone.

Assai importante è l’esposizione, essendo piante eliofile, ossia amanti il sole, sia per quelle coltivate all’aperto, sia per quelle in serra.

Le innaffiature debbono essere oculate poiché l’umidità eccessiva e persistente è dannosa. A nostro avviso sono utili, durante il periodo vegetativo, irrigazioni abbondanti, ma non frequenti, usando sempre acqua a temperatura ambiente. Cure particolari sono i rinvasi da farsi, se necessari, in primavera, e per alcune specie le cimature volte ad ottenere esemplari di forma cespugliosa.

Specie e varietà. Le principali specie sono:

  • Crassula arborescens, con fusto ramoso e nudo, foglie ovali oblunghe, opache, glauche o grigio verdastre, fiori bianchi.
  • C. argentea, pianta a fusto ramoso e bruno, foglie verdi lucide, ovali-oblunghe, a punta corta, fiori rossi precoci (marzo-aprile).
  • C. falcata, pianta a fusto semplice non ramificato, foglie a falce, opposte e saldate a coppie alla base; fiori rosso-cremisi abbondanti.
  • C. perfoliata, pianta a fusto semplice, con foglie lanceolate, acuminate, canalicolate sulla pagina superiore; fiori odorosi bianchi.
  • C. lactea, piccolo arbusto decorativo, con foglie ovali di color verde chiaro; fiori bianchi a pannocchia terminale.
  • C. sarcocaulis, piccola pianta adatta a roccaglie.

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